Controllo delle urine
Il controllo antidoping ematico, passo dopo passo
I testi e le immagini che seguono mostrano passo dopo passo le diverse fasi di un controllo antidoping delle urine. Le procedure applicate in allenamento, in competizione o all›estero possono variare, per cui è possibile riscontrare certe differenze.
1° Passo: notifica e identificazione
Il personale addetto al controllo si qualifica. L’atleta è convocato per iscritto specificando orario, luogo e modalità del controllo. L’atleta dev’essere ragguagliato circa i suoi obblighi e i suoi doveri. Il personale addetto al controllo verifica l’identità dell’atleta per mezzo della carta d’identità, della patente di guida o ell’attestazione di un accompagnatore. Apponendo la sua firma sul verbale antidoping l’atleta conferma d’aver ricevuto la notifica.
2° Passo: nella zona di controllo
La sala d’attesa e il locale adibito al controllo sono separati. Nel locale dove avviene il controllo, oltre al personale addetto al controllo, sono ammessi soltanto: l’atleta convocato, una persona di sua fiducia ed eventualmente rappresentanti della federazione nazionale o internazionale e un interprete. Se l’atleta lo desidera, gli si spiega lo svolgimento del controllo. Oltre al controllo delle urine può anche essere effettuato un controllo del sangue (vedi svolgimento del controllo ematico). Durante il controllo l’atleta può mangiare e bere. Nella zona di controllo l’atleta sceglie un contenitore per la raccolta delle urine, debitamente imballato. Devono essere disponibili almeno tre recipienti. L’imballaggio dev’essere intatto.
3° Passo: raccolta dell’urina
La raccolta dell’urina viene effettuata in presenza di un Doping Control Officer (DCO) maschile. Le atlete saranno controllate da un DCO femminile. Siccome il regolamento prescrive che la raccolta dell’urina vada fatta sotto controllo visivo, l’atleta deve spogliarsi dalla vita alle ginocchia e dal polso al gomito. Questa procedura non dovrebbe essere fonte di imbarazzo in quanto finalizzata esclusivamente a evitare manomissioni del campione. Per l’analisi sono necessari almeno 90 millilitri di urina.
4° Passo: scelta del kit di analisi delle urine
Al ritorno nella sala di controllo viene annotata nel verbale la quantità d’urina. L’atleta sceglie un kit di controllo delle urine contenente: un flacone per il campione A (etichetta rossa) e un flacone per il campione B (etichetta blu), singolarmente sigillati.
Avvertenza:
- Devono essere disponibili almeno tre kit.
- La sigillatura dell’imballaggio dev’essere intatta.
- Il codice numerico sulla confezione, sui flaconi e sui tappi dev’essere identico.
5° Passo: travaso del campione d’urina
Dopo aver rimossa la sigillatura dei flaconi e asportato i tappi nonché gli anelli di sicurezza rossi, l’atleta travasa personalmente l’urina nei flaconi. Dapprima versa circa 30 millilitri di urina nel flacone B fino al bordo inferiore dell’etichetta blu. Il resto, cioè almeno 60 millilitri, li versa nel flacone A con l’etichetta rossa. La densità delle urine viene controllata e se fossero troppo diluite, gli viene richiesto un nuovo campione.
6° Passo: illatura dei flaconi
L’atleta chiude i due flaconi con i rispettivi tappi a vite. Nel chiudere i flaconi si sentono degli scatti. I tappi devono essere avvitati completamente e una volta sigillati i tappi non si potranno più svitare o aprire! In laboratorio i tappi verranno tagliati e non potranno quindi essere riutilizzati.
7° Passo: verbale del controllo antidoping
Il DCO iscrive nel verbale i dati necessari, come il codice numerico dei flaconi. Al laboratorio di analisi saranno trasmessi solo i codici numerici dei flaconi, la data e l’ora del prelievo delle urine, la disciplina sportiva e il sesso. Non verranno trasmessi altri dati personali. I campioni di urina vengono quindi di nuovo riposti negli oppositi imballaggi. L’atleta accerta che il verbale sia stato compilato in maniera completa ed esatta. Per agevolare le analisi in laboratorio sarebbe utile che l’atleta indicasse eventuali farmaci assunti nei sette giorni che precedono il prelievo.
8° Passo: firma
L’atleta si accerta che le altre parti del verbale siano state compilate correttamente (pagine 2 a 5). Qualora unitamente al prelievo dell’urina fosse stato effettuato un prelievo ematico, anche quest’ultimo verrebbe riportato nel medesimo verbale. Eventuali osservazioni o reclami possono essere annotati nel verbale. Il DCO, l’eventuale accompagnatore e da ultimo l’atleta firmano il verbale. L’apposizione delle firme attesta che il controllo è stato eseguito conformemente alle regole.
9° Passo: conclusione del controllo
L’atleta riceve una copia del verbale, che dovrà conservare accuratamente. I risultati dell’analisi gli saranno comunicati per via elettronica o per posta. I campioni sono spediti al laboratorio, dove dapprima verrà analizzato il campione A. Qualora si rilevasse una sostanza vietata nel campione A, l’atleta potrà chiedere una seconda analisi che verrà effettuata per mezzo del campione B.
Sigillatura intermedia per casi particolari
Se un’atleta non riesce a produrre in una volta i 90 millilitri di urina richiesti, si dovrà procedere a una sigillatura intermedia. In tal caso bisogna chiudere il
contenitore con il tappo a vite e scegliere un involucro di sicurezza. L’atleta e il DCO appongono la propria firma sull’involucro e sul nastro di controllo. Dopo aver messo
il contenitore nell’involucro di sicurezza, il rispettivo codice numerico è riportato nel verbale.
Come conferma l’atleta riceve il nastro di controllo e si reca nella sala d’aspetto in attesa della prossima raccolta. L’involucro verrà riaperto soltanto quando l’atleta sarà pronto per un’altra emissione di urina. A tale scopo verrà usato lo stesso recipiente. A partire da qui il controllo segue la prassi normale, dal passo 5.