Analisi e profili

I campioni biologici, urina e sangue, prelevati nell’ambito dei controlli antidoping, possono essere analizzati unicamente da un laboratorio accreditato dall’AMA. In Svizzera si tratta del Laboratoire suisse d’Analyse du Dopage (LAD) di Losanna. È al predetto laboratorio che Antidoping Svizzera trasmette la maggior parte dei campioni prelevati per l’analisi. Alla ricezione dei campioni, il laboratorio ne accerta l’integrità, poi procede all’analisi conformemente alle disposizioni dell’AMA. Il laboratorio non è mai a conoscenza dell’identità delle persone da cui sono stati prelevati i campioni biologici.

Laboratoire Suisse d’Analyse du Dopage (LAD)

Prova diretta

Nel laboratorio i campioni vengono analizzati mediante vari metodi di analisi, al fine di individuare la presenza di sostanze proibite. Un esito avverso (“Adverse analytical finding, AAF”), nel linguaggio comune, viene definito “positivo”. Questo accade quando vengono rinvenute una o più sostanze proibite ai sensi della Lista del doping (oppure i suoi metaboliti o marker).

Prova indiretta (passaporto biologico dell’atleta)

Oltre alla dimostrazione diretta di sostanze proibite nell'urina o nel sangue, la violazione delle norme antidoping può essere comprovata anche indirettamente. A tale scopo vengono rilevati determinati parametri in profili longitudinali (passaporto biologico dell’atleta). Il continuo monitoraggio dei suddetti parametri (profilo ematico, steroideo ed endocrinologico) consente di accertare alterazioni anomale o il superamento dei valori limiti individuali. In base a tali osservazioni si procederà a controlli mirati, analisi successive o ulteriori indagini. Detti risultati possono tuttavia essere utilizzati per comminare una sanzione ai sensi dell’articolo 2.2 dello Statuto sul doping, anche in assenza di un esito positivo. Numerosi atleti sono stati convinti e sanzionati in base queste procedure, anche in Svizzera.

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Procedure di identificazione e screening

Mediante determinate procedure analitiche suddivise in Screening e procedure di identificazione, i laboratori analizzano i campioni di urina e sangue, per individuare la presenza di sostanze proibite. Dapprima si effettua un’analisi generale (Screening) e in caso di esito negativo non univoco, si prosegue con test mirati. Un esito positivo significa che nel campione sono state rintracciate una o più sostanze proibite o principi attivi vietati, ovvero i loro metaboliti.

Le sostanze dopanti, di gran lunga più spesso identificate a livello globale, sono gli anabolizzanti, gli stimolanti e i cannabinoidi. Dette sostanze vengono soprattutto identificate per mezzo della gascromatografia e la susseguente spettrometria di massa. La cromatografia è una tecnica analitica, che consente di separare miscele o composti chimici nei singoli componenti (gascromatografia GC, cromatografia liquida LC). Segue l’identificazione per mezzo della spettrometria di massa (SM). Lo spettro di massa di una determinata sostanza è unico e quindi paragonabile all’impronta digitale di una persona. Oltre alla spettrometria di massa si fa capo ad altri processi (ad esempio immunologici) per identificare le singole sostanze.

Diritti dell’atleta riguardo alle analisi

Riguardo alle analisi dei campioni biologici le atlete e gli atleti hanno i seguenti diritti:

  • ricevere informazioni concernenti l’esito del campione A
  • chiedere, entro il termine prescritto, l’analisi del campione B (in assenza di tale richiesta, l’esito del campione A è considerato definitivo)
  • essere presente all’apertura e all’analisi del campione B
  • farsi assistere da uno specialista di propria fiducia all’analisi in laboratorio del campione B
  • richiedere una copia della documentazione analitica concernente i campioni A e B

Per maggiori informazioni sui vari processi analitici rimandiamo al sito dell'Università tedesca dello sport, Colonia: Deutschen Sporthochschule Köln